RIPORTIAMO NELLE SCUOLE …E NELLA SOCIETA’ L’EDUCAZIONE CIVICA

Un lettore nel segnalare, al Direttore del Corriere della Sera, che un imprenditore italiano ha promosso nel Canton Ticino un referendum popolare che prevede l’introduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’educazione civica come materia separata dalla storia, chiede, infine, se non sarebbe opportuno reintrodurre tale materia anche nell’ordinamento scolastico italiano.
Il Direttore, Luciano Fontana, nel rispondere ripercorre la storia di questa «materia fantasma» e negletta che, introdotta nel 1958 per iniziativa di Aldo Moro, come un fiume carsico si inabissò e scomparve. Il Direttore conclude la propria risposta affermando: «Eppure in un momento in cui la discussione sui diritti e i doveri dei nuovi arrivati è così forte, in cui è diventato centrale il tema di quali sono i principi e i percorsi per diventare “italiani” non sarebbe male che anche i nostri ragazzi possano a scuola studiare e capire di cosa stiamo parlando».
Siamo perfettamente d’accordo con il Dott. Fontana, talché vorremmo che il Rito Scozzese Antico ed Accettato si rendesse paladino per una seria ripresa di questa materia.
Per quanto riguarda la Costituzione, il cui studio è centrale nell’educazione civica, ricordiamo che il Grande Oriente d’Italia si è fortemente impegnato per commemorare il Settantesimo anniversario della  proclamazione del nuovo assetto istituzionale italiano, con importanti convegni nelle principali città d’Italia; ma anche qui una rondine non fa primavera, ed anche noi, come il dott. Fontana,  abbiamo l’impressione che «la Costituzione, sarà anche “la più bella del mondo” ma è una bellezza che perlomeno non vogliamo far conoscere».
Noi invece vogliamo farla conoscere, come vogliamo che i nostri giovani imparino ad essere consapevoli dei propri diritti e doveri attraverso lo studio dei principi della nostra convivenza civile.
Osservare e praticare la rettitudine, il culto della verità, della giustizia e della libertà, secondo gli impegni assunti nell’ammissione al Rito Scozzese Antico ed Accettato, non è sufficiente se tali impegni non si accompagnano alla loro continua testimonianza nella società e soprattutto tra i giovani, incoraggiando con tutti i mezzi disponibili, ed anche con incentivi, il rafforzamento della consapevole coscienza civile e di appartenenza alla nostra Repubblica.
Grazie al lettore che ha sollevato il problema ed al dott. Fontana per la sua risposta.

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