Anniversario del Rito – Roma 15 marzo 2014

Sabato 15 marzo si è celebrato a Roma il 209° anniversario dell’istituzione del Rito Scozzese in Italia, avvenuta a Milano in periodo napoleonico il 16 marzo 1805 con il patrocinio del S.C. di Francia e terzo nel mondo dopo quello della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti e della stessa Francia.
Alla presenza di oltre 150 tra Fratelli e ospiti il S.G.C. Fr. Luigi Milazzi ha aperto i lavori con un saluto agli intervenuti ed un breve richiamo storico a cui è seguita l’illustrazione del tema scelto per solennizzare questa edizione della celebrazione e riferito alla “Pace”. Tema perfettamente in linea col pensiero massonico che ad essa ha dedicato frequenti riflessioni ed una costante opera di richiamo alle coscienze dei Fr. a farsi parte attiva per un messaggio di sensibilizzazione alla società civile e a coloro che ne reggono le sorti.
Il Fr. Milazzi ha ricordato l’istituzione nel 1901 del Premio Nobel per la Pace, assegnato nella prima edizione al fondatore della Croce Rossa Internazionale – il Fr. svizzero Henry Dunant – e nel 1907 anche all’italiano Moneta, ed ha pure sottolineato come nella storia dei Premi Nobel la Massoneria sia presente con ben 11 conferimenti. Ha quindi presentato il prof. Fulvio Salimbeni, storico dell’Università di Udine, che ha tenuto la prolusione ufficiale incentrata appunto sul tema della Pace.
Il prof. Salimbeni ha sviluppato il suo intervento prendendo lo spunto dalla recente pubblicazione del carteggio tra Bertha von Suttner e, appunto, Alfred Nobel da cui emerge la costante ed infaticabile opera di questa baronessa boema, nata a Praga nel 1843 e morta nel 1914, premio Nobel per la Pace nel 1905, che ha dedicato tutta la sua vita ai temi della pace e del pacifismo.
Inizialmente interessata alla letteratura e scrittrice di romanzi e novelle, venne a contatto verso il 1885 con l’associazione pacifista creata dall’inglese Pratt divenendo da quel momento un’instancabile sostenitrice e, soprattutto, efficace divulgatrice delle idee pacifiste e antimilitariste. Nel periodo della Bella Epoque, a cavallo tra 800 e 900, in cui il militarismo dilagava in Europa e l’imperialismo verso l’Africa e il medio Oriente raggiungeva i suoi più importanti risultati, essa fondava un giornale intitolato “Giù le armi”, incoraggiata e sostenuta economicamente da Nobel, e scriveva il suo romanzo di maggior successo, dallo stesso titolo, molto apprezzato da Tolstoj.
Dal carteggio emerge la determinazione della Suttner a battere tutte le strade per fare la “guerra alla guerra”, in ciò trovando anche dei momenti di contrasto con lo stesso Nobel per il quale invece “la pace doveva essere armata”. Nobel peraltro nutrì sempre una sincera ammirazione per lei, ricordandola anche nel suo testamento e proponendola per la sezione del suo Premio dedicata alla Pace.
A conclusione dell’intervento del prof. Salimbeni, molto apprezzato ed oggetto di un caloroso applauso finale, la celebrazione dell’anniversario del Rito è stata allietata da un concerto organizzato e presentato dal Fr. Federico Longo in cui si sono esibiti la soprano Fausta Ciceroni ed il basso Alessio Magnaguagno accompagnati dal pianista Giovanni Valli.
Sono state eseguite inizialmente l’Aria di Sarastro dal Flauto Magico di Mozart, la “Casta Diva” dalla Norma di Bellini, l’Aria “Miei rampolli femminini” dalla Cenerentola di Rossini. E’ seguito un intermezzo per pianoforte eseguito dal maestro Longo che ha interpretato 4 pezzi di sua composizione intitolati: Il quadro della luna, Fundamental, Il suono della voce, Magnificat. Hanno concluso l’esibizione il “Vissi d’arte” dalla Tosca di Puccini, l’Aria “In diesen heiligen Allen” di Sarastro dal Flauto Magico e il duetto finale del 2° atto della Traviata di Verdi. A seguito dei calorosi e prolungati applausi del pubblico il maestro Longo ha concesso un bis interpretando al pianoforte il suo “Settembre”.
La celebrazione si è conclusa con una cena di gala in cui, alla presenza dei circa 120 intervenuti, il S.G.C. Milazzi ha ringraziato tutti per la partecipazione ed in particolare la delegazione del Supremo Consiglio della Romania guidata dal Sovrano Fr. Costantin Iancu.
I Fratelli romeni avevano in precedenza partecipato alla cerimonia nazionale in cui sono stati elevati al 14° grado oltre 180 Fr. Il Tempio, allestito negli stessi locali dell’Hotel Sheraton, presentava un colpo d’occhio magnifico per la multicolore presenza, oltre che degli elevandi, anche di circa 300 Fr. di tutti i gradi provenienti dalle varie regioni italiane. La cerimonia è stata particolarmente importante perché ha segnato in concreto l’istituzione in Italia del 14° grado, fino ad oggi non praticato, che dal Rituale di Investitura è stato percepito come un grado molto ricco in termini di simbologia e di messaggi e come un opportuno passaggio intermedio e di raccordo tra il 9° e il 18° grado, tra i quali finora si notava uno stacco eccessivo che non consentiva ai candidati di affrontare la complessità del 18° grado con un’adeguata preparazione.
A conclusione della cerimonia rituale il S.G.C. della Romania ha espresso parole di apprezzamento per lo sviluppo dei lavori rituali e, in ambito più ampio, per l’intesa con i Fr. italiani negli incontri della Confederazione Europea dei Riti Scozzesi, auspicando legami ancora più stretti per il futuro secondo un progetto con un respiro temporale di medio termine che conta di poter predisporre nei prossimi mesi.

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